Difendi la tua privacy dal marketing selvaggio | Punto Informatico Free

Difendi la tua privacy dal marketing selvaggio


La quantità di dati digitali mondiali raddoppia ogni due anni. La maggior parte di questi dati sono informazioni personali.

Gestiamo il nostro conto bancario online. Comunichiamo con i nostri amici online. Usiamo smartphone, PC, tablet e dispositivi IdC, e tutti questi oggetti raccolgono informazioni sul modo in cui li usiamo.

I ragazzi fanno i loro compiti online. Facciamo prenotazioni di viaggio online. Lavoriamo online, chattiamo online, forse usiamo perfino un servizio di incontri online.

Il problema della protezione della privacy in rete è importantissimo e in continua evoluzione. I dati valgono soldi, questo è il motivo principale per cui la privacy online è sotto tiro.


I dati sono il nuovo petrolio


Clive Humby, data scientist e matematico inglese, nell’ormai lontano 2006 coniò lo slogan “I dati sono il nuovo petrolio”.

Così come il petrolio ha permesso lo sviluppo socio-economico mondiale tra il XIX ed il XX secolo, nel XXI secolo sono le connessioni, le tecnologie ed i dati a svolgere questo importante ruolo.

I dati, hanno non solo permesso e promosso il progresso sociale, ma creato nuove opportunità di business, modificato completamente interi settori industriali e sviluppato nuove figure professionali.

Il concetto di Big data, entrato a far parte del nostro vocabolario ormai da una decina d’anni, non è più solo un argomento dibattutissimo e di estremo interesse, ma anche oggetto di studio interdisciplinare in continua evoluzione.

E' solamente un caso che dopo aver effettuato una ricerca online su uno smartphone che vogliamo acquistare, spuntano pubblicità con le offerte sui migliori telefonini del momento? Non proprio. Quando navighiamo online i nostri “movimenti” vengono tracciati e rivenduti alle compagnie pubblicitarie per creare dei banner basati sulle nostre esigenze.

Per lo stesso motivo, dopo aver visitato un sito di e-commerce dedicato ai vestiti, tutta la pubblicità che vedremo online mostrerà abiti, magliette e jeans in offerta. Questo fenomeno viene chiamato pubblicità tracciante e utilizza le abitudini di ogni singolo utente per creare delle campagne pubblicitarie ad hoc. Se all’inizio può sembrare un servizio molto utile per facilitare gli acquisti online, dopo un po’ inizieremo a capire che in realtà è la nostra privacy ad essere messa in pericolo. Ogni nostro singolo movimento online viene tracciato per migliorare il profilo che le aziende hanno creato su di noi.

Quella dei big data è un’industria estrattiva: così come si ricava il petrolio dalle profondità del suolo o il carbone dalle miniere, i nostri dati personali vengono estratti in forma grezza da internet e poi raffinati (o meglio, aggregati) per creare conoscenza e valore per chi li analizza e li sfrutta a fini commerciali. Non si tratta solo di Facebook e Google, ma di tutte le informazioni sulla nostra attività fisica raccolte dagli smartwatch, gli spostamenti memorizzati dagli smartphone, la musica che ascoltiamo su Spotify, i film che vediamo su Netflix, la cronologia web e altro ancora

Tutte informazioni che possono essere utilizzate (e in molti casi vengono effettivamente utilizzate) per creare un profilo consumatore quanto più possibile accurato e inviare pubblicità personalizzata, offerte su misura o sconti sulle assicurazioni. E non abbiamo ancora visto nulla: nel giro di pochi anni, con l’esplosione della Internet of Things, saremo circondati da decine di miliardi di oggetti intelligenti connessi alla rete in grado di estrarre qualunque tipo d’informazione.

Si stima che, in media, ciascun utente che utilizza il servizio di ricerca sul Web di Google porta nelle casse di Google quasi 300 dollari (per un totale di 76 miliardi di dollari solo negli USA). Questo per farvi capire quanto frutta questo marketing selvaggio.

Anche a causa degli automatismi delle Intelligenze Artificiali utilizzate, in grado di elaborare milioni di informazioni in pochi istanti diventiamo trasparenti alle aziende di marketing con tutti i problemi che questo implica.

Quindi per proteggersi dal marketing selvaggio è indispensabile proteggere la nostra privacy. Vediamo ora quali strumenti usare per proteggere la nostra privacy ed entriamo nel merito di questa guida su come proteggere la nostra privacy.